Guida · Logo e brand identity
Logo, marchio, logotipo e pittogramma: le differenze
La differenza tra logo e marchio è questa: in grafica indicano lo stesso insieme di simbolo e nome, mentre il marchio registrato è un segno tutelato per legge.
In breve
La differenza tra logo e marchio nasce dalle parole, non dal disegno. Logo è l'abbreviazione di logotipo, cioè il nome scritto in una forma precisa; il simbolo si chiama pittogramma e l'insieme dei due si chiama marchio. Un marchio registrato è un'altra cosa: una tutela legale, che in Italia si chiede all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.
Punti chiave
- Il logotipo è il nome scritto con un carattere e una forma precisi.
- In un logo, il pittogramma è il simbolo, la parte che non si legge.
- In grafica, il marchio è l'insieme di logotipo e pittogramma.
- Il payoff è la frase breve che accompagna il nome di un'attività nel logo.
- In Italia la registrazione di un marchio si chiede all'UIBM, l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.
Qual è la differenza tra logo e marchio?
La differenza tra logo e marchio è di linguaggio: per i grafici il marchio è l'insieme di nome e simbolo, e logo è la parola di tutti i giorni per lo stesso insieme. In senso legale, invece, marchio è il segno che un'impresa registra presso un ufficio marchi.
Le parole che si confondono sono quattro: logo, logotipo, pittogramma e marchio. Ognuna indica una cosa precisa.
- Logo: è l'abbreviazione di logotipo e nell'uso comune indica tutto l'insieme, simbolo compreso.
- Logotipo: è il nome scritto con un carattere e una forma precisi.
- Pittogramma: è il simbolo, la parte del logo che non si legge.
- Marchio: è l'insieme di logotipo e pittogramma, ed è la parola che si usa quando lo si registra.
Che differenza c'è tra logo e logotipo?
Tra logo e logotipo la differenza è d'uso: logotipo è il termine tecnico per il nome scritto in una forma precisa, logo è la sua abbreviazione. Nel parlare comune logo indica tutto l'insieme, simbolo compreso.
Il vocabolario Treccani definisce il logotipo, nel linguaggio della pubblicità, come «il modo particolare con cui sono tracciati i segni grafici del nome di una azienda o di un prodotto», e annota che la parola è spesso abbreviata in logo.
Un logo può essere fatto dal solo logotipo: il nome, senza simbolo. In quel caso carattere, spaziatura e colore delle lettere fanno tutto il lavoro di riconoscimento.
Come si chiama il simbolo del logo?
Il simbolo del logo si chiama pittogramma: è la parte grafica che non si legge, un disegno o una forma che accompagna il nome. Chi cerca «l'immagine del logo» o «la parte grafica del logo» cerca il pittogramma.
Il pittogramma serve dove lo spazio è piccolo o quadrato: l'immagine del profilo sui social, l'icona di un sito, un timbro. Un simbolo fatto con le lettere del nome, unite in un solo segno, si chiama monogramma.
Da quali parti è composto un logo?
Un logo è composto al massimo da tre parti: il logotipo, cioè il nome; il pittogramma, cioè il simbolo; il payoff, la frase breve che accompagna il nome. Il logotipo è la parte di base, le altre due si aggiungono quando servono.
| Parte | Cos'è | Si usa da sola? |
|---|---|---|
| Logotipo | Il nome scritto con un carattere e una forma precisi | Sì: un logo può essere solo logotipo |
| Pittogramma | Il simbolo, la parte che non si legge | Sì, negli spazi piccoli: icona, immagine del profilo |
| Payoff | La frase breve che accompagna il nome | No: sta insieme al nome |
Dello stesso logo si preparano di solito più versioni: orizzontale e verticale, a colori e in un solo colore, con il payoff e senza. Le versioni servono perché un'insegna, un timbro e un'immagine del profilo non hanno la stessa forma.
Come si chiama la scritta sotto il logo?
La scritta sotto il logo si chiama payoff: è la frase breve che accompagna il nome dell'attività. Nel parlare comune la stessa scritta è chiamata anche sottotitolo o slogan del logo.
Il payoff non è obbligatorio. Quando c'è, va previsto fin dal progetto del logo: deve restare leggibile anche in piccolo, e per gli spazi stretti serve una versione del logo senza payoff.
Che caratteristiche deve avere un logo?
Un logo deve avere cinque caratteristiche pratiche: leggersi in piccolo, funzionare in un solo colore, essere vettoriale, avere colori definiti e distinguersi dai loghi dello stesso settore. Sono le condizioni per usarlo su ogni supporto senza ridisegnarlo.
- Leggibile in piccolo: il nome si legge anche su un biglietto da visita o in un'icona.
- In un solo colore: funziona anche in nero, per timbri, incisioni e stampe a un colore.
- Vettoriale: si ingrandisce dal biglietto da visita all'affissione senza sgranare, come spiega la guida al logo vettoriale.
- Colori definiti: ogni colore ha un riferimento preciso per la stampa, per esempio un Pantone, e uno per lo schermo.
- Distinguibile: forma, carattere e colori non si confondono con quelli di attività dello stesso settore.
A cosa serve un logo per un'attività?
Un logo serve a rendere riconoscibile un'attività: è il segno che le persone collegano al nome, su un'insegna come su un profilo social. Un logo non descrive tutto ciò che l'attività fa: la identifica.
Per farsi riconoscere, lo stesso logo va usato allo stesso modo su carta, confezioni, sito e social. Colori, caratteri e stile delle immagini formano con il logo la brand identity; la sua applicazione ai materiali di tutti i giorni, come biglietti da visita e carta intestata, è l'immagine coordinata.
Il servizio
Logo e brand identity
Sono Gaia Rundo, graphic designer a Catania: mi occupo di creazione del logo e di brand identity per attività che nascono o si rinnovano.
Domande frequenti su logo e marchio
Il logo di un'azienda è il segno che la rende riconoscibile: il nome scritto in una forma precisa, da solo o accompagnato da un simbolo. Compare su tutto ciò che l'azienda produce e comunica, dall'insegna ai documenti, dal sito ai profili social. I grafici chiamano marchio l'insieme di nome e simbolo.
Il restyling del logo è il ridisegno di un logo che esiste già. Conserva ciò che il pubblico riconosce, come il nome, un colore o una forma, e aggiorna il resto. Nel portfolio di Gaia Rundo ci sono i restyling dei loghi Kosmo, Palcord e Modarea.
Un logo deve comunicare chi è l'attività: cosa fa, per chi lo fa e cosa la distingue. Lo dice con poche scelte, cioè la forma delle lettere, il simbolo e i colori, perché deve restare leggibile anche in piccolo. Queste informazioni si raccolgono nel brief, prima di disegnare.
Fonti
- Logotipo, Vocabolario on line, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani (consultata il 10 ottobre 2026)
- Caratteristiche del marchio, UIBM, Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (consultata il 10 ottobre 2026)
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